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GIORNATA MONDIALE GIOVANI



Su invito del Vicario Episcopale per la Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato, Don Tonino Palmese, la Commissione JPV darà il proprio contributo all'organizzazione della Gmg in campania che si svolgerà in contemporanea a quella ufficiale di Sidney. Saranno allestite varie "tende di luce" la nostra Commissione parteciperà all'allestimento della tenda della Salvaguardia del creato.
Parte la seconda edizione della Scuola di Politica

Introduzione alla Costituzione Italiana

L’8 novembre ha preso il via la seconda edizione della Scuola di politica, organizzata dalla Commissione “Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato (JPV)” dal’Ordine Francescano Secolare e della Gioventù Francescana, impegnati a realizzare la responsabilità cristiana dell’animazione evangelica del sociale e del politico, per una testimonianza di dialogo, di riconciliazione sociale, di attenzione preferenziale agli ultimi, attraverso la promozione dell’etica e della giustizia. Il tema di quest’anno non poteva non essere la Costituzione Italiana per la ricorrenza del sessantennio (22 dicembre) della sua promulgazione. Nel suo saluto ai convenuti il presidente della Commissione JPV, Carlo Caccavale ha testimoniato la passione della Commissione per rispondere da cristiani e francescani alle grandi sfide della società attuale. La relatrice è stata la prof.ssa Silvana Casmirri docente di storia presso l’Università degli Studi di Cassino che ha espresso il suo apprezzamento per l’iniziativa della JPV, e nel suo discorso ha sviluppato il contesto storico della Carta Costituzionale , l’iter della sua stesura ed i principi ispiratori. La Costituzione venne elaborandosi in un’Italia che era uscita da un regime totalitario che aveva portato il Paese alla guerra, che si era disabituato alla libertà; inoltre il conflitto bellico aveva determinato uno smembramento totale del tessuto sociale a partire dai nuclei familiari. Nel dopoguerra, dopo il debole governo Parri che durò solo 5 mesi, ci fu l’esordio di Alcide De Gasperi, cattolico rigoroso che si era trovato in difficoltà durante il fascismo, e che ha portò l’Italia verso la democrazia, assieme ad altri autorevoli esponenti della DC (ad esempio Moro, Fanfani), come pure del PC e del PSI. Lo Statuto Albertino del 1948 non era più adegutato al Paese e si andò al Referendum per scegliere tra la Monarchia e la Repubblica. Il 2 giugno 1946 gli italiani tornarono alle urne in modo libero e per la prima volta tra gli elettori ci furono anche le donne. La Prof.ssa Casmirri ha sottolineato che la vittoria della scelta repubblicana non fu massiccia, ed emerse soprattutto al Centro-nord, mentre da Roma in giù, soprattutto a Napoli, prevalse il voto per la Monarchia, ad esclusione della Basilicata e della Calabria in cui c’era stato il movimento di lotta dei contadini contro i latifondisti. Il 2 giugno 1946 venne eletta l’Assemblea Costituente e cominciò la fase costituente, in un contesto sociale segnato da scioperi, a causa del forte tasso di disoccupazione, da dimostrazioni, da lotte nelle campagne; a ciò si unirono forti contrasti politici che portarono il secondo Governo De Gasperi alla cacciata delle sinistre, con l’affermazione del centrismo (DC, liberali, repubblicani). La Costituente era composta da 556 membri di stampo marxista, cattolico e liberale. I comunisti avevano conservato una loro struttura organizzativa durante il fascismo; i socialisti invece erano fortemente divisi tra i favorevoli all’alleanza con i comunisti ed i contrari. Il cattolicesimo, con il contributo popolare di Don Luigi Sturzo e la riflessione filosofica di Maritian, del personalismo, si era aggiornata. Pur nella loro diversità tali politici riuscirono a lavorare serratamente ed a realizzare un’opera comune. Vennero create varie Commissioni e tre Sottocommissioni. La prima si occupò del cuore della Costituzione, cioè dei diritti e dei doveri dei cittadini, la seconda dei problemi economici e sociali, e la terza della struttura dello Stato. Il lavoro, durato alcuni mesi, portò dapprima alla definizione dei principi ispiratori e poi alla elaborazione degli articoli della Costituzione, di cui i fondamentali sono i primi dodici. La relatrice ha evidenziato come la Costituzione costituisca una saggia articolazione di valori e norme, attenta anche alla promozione del benessere dei cittadini; alcune indicazioni però sono state attuate con forte ritardo (ad esempio l’Ordinamento Regionale verrà realizzato solo nel 1970). Nonostante il contesto di forte confusione i lavori non ne risentirono e la prof.ssa Casmirri ha sottolineato il contributo di alcuni politici, particolarmente di La Pira e Dossetti, punte avanzate del cattolicesimo. Ella ha rilevato inoltre che Togliatti intese favorire il dialogo con le forze cattoliche, ed il PC dovette cedere al libero esercizio della proprietà privata (art. 42), perché essa deve avere una funzione sociale altrimenti può essere espropriata. Infatti nel 1950, con la riforma agraria, ci fu l’esproprio per i latifondisti meridionali, per l’assegnazione in quota della terra ai contadini. La moderatrice, Rita Lucido DELL’Ordine Francescano Secolare, ha messo in rilievo che la relatrice, oltre alla sua competenza professionale, ha dimostrato il talento non comune di trasmettere con estrema chiarezza tematiche complesse fino a renderle avvincenti. La moderatrice riguardo alla Costituzione ha sottolineato come essa costituisca una lezione ancora valida per l’oggi in quanto 60 anni fà, politici di schieramenti diversi, sono stati capaci di realizzare un’opera comune a favore del benessere del Paese. Nel suo saluto ai convenuti l’On. Tuccillo ha posto in risalto come i grandi politici di allora (Togliatti e particolarmente De Gasperi che realizzò un governo molto efficiente) seppero mediare i grandi ideali con i problemi concreti del Paese. L’avv. Cuccurese, definitosi erede di Parri e Lamalfa, ha rilevato che in effetti oggi ci sono tentativi di fare scelte politiche contrarie alla Costituzione. Il prof. Mazzone anche ha evidenziato come la Costituzione sia il frutto di un confronto costruttivo tra persone di visione filosofica e culturale diversa , che sono stati capaci di un confronto politico di alto livello; la lezione che ci viene dalla Carta Costituzionale-egli ha continuato- deve essere ancora pienamente realizzata, perché sussistono ancora carenze socio-economiche che limitano la libertà dei cittadini. La ripresa della Scuola di Politica ha visto una nutrita e attenta partecipazione, con numerosi ritorni ed anche nuovi ingressi, con una rilevante presenza giovanile, per cui questo servizio che la JPV offre nuovamente alla cittadinanza di Afragola si ripropone ancora come una valida opera di coscientizzazione sociale

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