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SPECIALE

INCONTRARE LA FAMIGLIA

Incontrare la famiglia
Una iniziativa che la Commissione JPV è fortemente intenzionata a portare avanti in questo anno è quella di incontrare le famiglie.
Incontreremo infatti, i genitori degli araldini, le famiglie che stanno per nascere: i ragazzi che frequentano il Corso di matrimonio, e i ragazzi che si preparano a ricevere il Sacramento della Cresima.
A queste famiglie verrà presentato con esempi, assaggi, test e presentazioni in power point: lo Stile di vita Francescano, il Consumo Critico, la Finanza Etica, il Commercio Equo e Solidale.
Altra iniziativa riguarda l’incontro delle famiglie che vivono situazioni di frontiera, nel degradato quartiere I Mattoni. Particolare cura verrà data ai bambini di queste famiglie a cui verranno impartite lezioni di Musicarterapia (ogni sabato alle ore 16:00) e di doposcuola (ogni giovedì alle ore 17:00).

COSTITUZIONE E LEGALITA'

Il magistrato Antonio Clemente all Scuola di Politica

Il penultimo incontro della Scuola di Politica è stato tenuto dal Dr. Antonio Clemente, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Benevento. Il relatore ha affrontato il tema “Costituzione e legalità” ed ha introdotto l’argomento evidenziando che nella Costituzione ci sono principi che permangono a livello di speranza perché ancora inattuati, per cui la Carta Costituzionale va conosciuta e realizzata più che cambiata; essa è permeata dallo spirito solidaristico ed attesta tuttora la scollatura tra la legalità astratta e quella effettiva. Il Dr. Clemente ha poi sviluppato alcuni principi fondamentali della Costituzione, come quello della sovranità popolare (art. 1), l’inviolabilità dei diritti umani (art. 2), la pari dignità sociale di tutti i cittadini, l’impegno dello Stato per rimuovere gli ostacoli che impediscono il progresso dei cittadini (art. 3, §1-2). Il Magistrato Clemente ha parlato poi dell’art. 4 che afferma il diritto al lavoro dei cittadini, per cui la Repubblica promuove le condizioni che rendono possibile tale diritto, poiché il lavoro costituisce il progresso materiale e spirituale della società; i contratti che non garantiscono un’esistenza dignitosa alle famiglie in base a ciò sono anticostituzionali. Il relatore ha fatto poi riferimento al principio delle autonomie locali, senza separazione dallo Stato, della libertà della Chiesa e delle varie confessioni religiose, della tutela delle minoranze linguistiche. Riguardo alla limitazione della sovranità a favore dell’ordinamento che promuove la pace e la giustizia fra le nazioni il Dr. Clemente ha addotto l’esempio delle guerra in Iraq e in Afganistan: il primo caso a suo avviso si pone al di fuori della legalità internazionalità, mentre è diverso il caso dell’Afganistan, anche se ciò viene contestato dai pacifisti, perchè a suo avviso la sicurezza non si può basare soltanto sulla buona volontà ma ha bisogno anche di un servizio poliziesco. La Costituzione assicura la libertà personale, di domicilio, di corrispondenza, tranne che per qualche situazione patologica, la libertà personale è molto attuata in Italia; secondo alcuni è addirittura eccessiva. Si è accennato pure al diritto di libera circolazione nel territorio, al diritto di associazionismo senza armi, al diritto di seguire la propria confessione religiosa, il proprio pensiero, il diritto di difesa (at. 24) che si basa sul principio del giudice naturale che è costituito per legge, ed è una garanzia per i cittadini. Riguardo alla responsabilità penale (art. 28) vale il principio della presunzione di non colpevolezza fino a che non si arrivi alla condanna definitiva. La Costituzione afferma inoltre il principio della tutela della famiglia, della salute, dell’esproprio; il relatore ha quindi ribadito che non tutti i principi solidaristici della Costituzione sono attuati. Nasce allora il problema di chi debba attuare le leggi e farle rispettare: in primis la magistratura e le forze dell’ordine. Il relatore ha sottolineato che il giudice a volte ha difficoltà ad essere garante della legislatura. Bisogna poi tener presente la personalità di ciascun magistrato, per cui diverso è l’esempio di Squillante ed opposto è quello di Falcone, Borsellino, Libatino. Il magistrato Clemente ha citato varie massime del Libro del Siracide (Bibbia) riguardo ai giudici, fortemente attuali, come ad esempio il “non essere pusillanime quando giudich”>, che risuona come una condanna del giudice meschino, che fa la voce forte con i deboli e fa il debole con i potenti e prepotenti. Il Dr. Clemente ha poi accennato ad alcuni problemi della giustizia in Italia. I processi sono delle vere corse ad ostacoli, perché bastano dei cavilli per far cadere le sentenze, per cui c’è una cultura di sfiducia nelle istituzioni, che vengono sottoposte ad una continua denigrazione. Anche se c’è qualche persona in malafede, ha sottolineato il relatore, bisogna continuare ad avere fiducia nelle istituzioni. Se c’è una continua denigrazione il magistrato può essere tentato di gettare la spugna, invece bisogna sempre tenere alta la tensione morale; bisogna continuare a battersi per i valori della giustizia e della legalità. La Costituzione va riempita di contenuti, altrimenti si determinano i monopoli e non c’è sviluppo per la maggior parte dei cittadini; le regole vanno rispettate, altrimenti si determina il caos. In certi periodi però ci sono state leggi fisarmonica, leggi liberticida, leggi personali, quindi ingiuste, perché le leggi devono valere per tutti i cittadini. La legge può essere affermata con la repressione, con l’intervento giudiziario, o con la prevenzione che sarebbe preferibile. La pena dovrebbe favorire la rieducazione del condannato secondo la carta costituzionale; da parte di qualche magistrato c’è un certo buonismo, forse anche per pigrizia, ed invece soprattutto nei confronti dei delinquenti recidivi o pericolosi occorre la tutela sociale con la carcerazione, che dev’essere sempre l’estrema ratio. Il Dr. Clemente ha accennato al problema della lentezza della giustizia, che è una giustizia negata, è un’offesa per l’innocente. Occorre fare i processi velocemente ed invece in questi ultimi anni ci sono leggi che remano contro: il relatore si è augurato che l’Europa costringa l’Italia a fare leggi per velocizzare i processi, e non per affermare i garantismi che c’è ne sono già tanti!. Il magistrato Clemente ha poi sviluppato l’importanza della formazione dei cittadini alla legalità, della funzione della famiglia e della scuola, e quando l’istituzione scolastica non funziona bisogna intervenire con la repressione. Egli ha concluso con un messaggio di speranza: anche nelle zone più degradate ci sono persone impegnate ad affermare i valori sociali e realizzano attività costruttive. La legalità conviene anche dal punto di vista economico perché porta allo sviluppo, ma soprattutto bisogna puntare sulla forte tensione morale, per affrontare i problemi concreti, per promuovere una buona politica che realizzi i principi costituzionali e favorisca un mondo più giusto. Gli interventi hanno affrontato il problema del senso di sfiducia a causa dell’inapplicazione della Costituzione; si è parlato pure della nuova camorra, quella dei colletti bianchi, i grandi imprenditori. E’ stato chiesto pure se il segreto istruttorio sia stato abolito. Il relatore ha risposto che il segreto istruttorio vale fino a quando l’accusato non ne viene a conoscenza, ma dopo il processo per tutta una prassi burocratica viene meno. Il Dr. Clemente ha ribadito l’impegno positivo che c’è ad Afragola, per una maggioranza di cittadini dai grandi ideali, mentre la camorra è solo una minoranza rumorosa. Per la rinascita della società occorre che gli esempi positivi vengono offerti soprattutto dalle istituzioni. In questi ultimi anni la magistratura ha assolto un ruolo di supplenza mentre una buona politica deve creare le condizioni affinché la magistratura sia l’estrema ratio.

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