INIZIATIVE VARIE
IL CINEMA E LE SUE STELLE
Ogni giovedì alle SalicelleINGRESSO GRATUITO
Si è concluso il Cineforum 2007, che quest'anno ha cambiato sede.
Infatti su indicazione del Cardinale Crescenzio Sepe è stata considerata con particolare cura la situazione del quartiere più povero e disagiato della nostra città: Le Salicelle.
Presso la Chiesa di S. Michele Arcangelo alle Salicelle sono stati proiettati film divertenti e con particolare valenza sociale, ma per favorire ancora di più l’aggregazione e considerato anche il successo di pubblico della passata edizione, sono stati anche spettacoli, giochi, momenti di riflessione e approfondimento.
Il Cineforum ha seguito il seguente programma
Giovedì 28.06.07 ore 20.00
L'era glaciale II, il disgelo;
giovedì 05.07.2007 ore 20.30
Alla Luce del Sole;
giovedì 12.07.2007 ore 20.00
Shrek II;
Giovedì 19.07.2007 ore 20.00
Pirati dei Caraibi: la maledizione del forziere fantasma;
giovedì 26.07.2007 ore 20.00
Spiderman II.
SCUOLA DI POLITICA
Ecco i contenuti della lezione che il Prof. Angelo Scivoletto Università di Parma, ha tenuto in occasione della data conclusiva della Scuola di Politica:
Giorgio La Pira, Terziario Francescano, si laurea in giurisprudenza a Firenze, e nel breve arco di tempo, tra il 1926 e i primi anni Trenta riveste incarichi di docenza, fino a giungere nel 1934, all’ordinariato di Istituzioni di Diritto Romano.
La “forma mentis” del giurista è sempre riconoscibile anche nella sintassi politica, sociale e religiosa e ben si armonizza con la sua attitudine di contemplativo aperto all’azione.
Giungono intanto in lui allarme e sgomento per le mitologie del fascismo specie dopo le leggi razziali del 1938 e col consolidarsi del pernicioso asse tra Hitler e Mussolini.
Avvia così, con alcuni amici, una iniziativa di “resistenza cattolica”, semiclandestina, con la rivista “Principi” (1939) nella quale mensilmente raccoglie riflessioni cristiane e testi di pensatori classici e contemporanei chiaramente in contrasto con le idee fasciste e naziste.
Ciò determina, nel febbraio del 1940, la soppressione della rivista da parte del regime, proprio col fascicolo dedicato alla libertà.
Viene eletto nel 1946 alla Costituente, è tra i più apprezzati estensori della Carta Costituzionale.
A chiusura dei lavori, nel dicembre 1947, propone all’Assemblea che il testo possa aprirsi “Nel nome di Dio”, ma rileva nel dibattito un certo disagio tra i colleghi “non credenti”, che pur dichiarano rispetto e ammirazione nei suoi confronti, e perciò ritira, con nobile gesto, la proposta che solo l’unanime consenso avrebbe reso significativa.
Perciò si può dire che La Pira ottiene una stima “sostanziale” al posto di una probabile, e forse risicata, tolleranza “formale”.
Giorgio la Pira è poi deputato al Parlamento nel 1948 e sottosegretario al Ministero del Lavoro, in un governo di Alcide De Gasperi.
Da questa esperienza preziosa nasce, tra l’altro, il suo saggio, cristiano e Keynesiano insieme, “l’attesa della povera gente” (1950), motivo di polemiche ma anche di radicale meditazione sul valore dell’espressività lavorativa della persona umana.
Eletto nel 1951 Sindaco di Firenze, vi governa dal 1951 al 1957 e poi dal 1961 al 1965, e la sua figura di sindaco assurge a un livello di singolarità inquietantema, in effetti, di forte significato innovativo, per alcuni eccessivo e improprio, per altri ricco di esemplare e tempestiva creatività.
Nel “carisma” di Firenze La Pira vede una speciale piattaforma di politica estera per il dialogo tra i popoli e le culture.
Nei cinque “Convegni internazionali per la pace e la civiltà cristiana” (1952-1956) emerge il proposito di un intesa culturale e pre-politica tra le nazioni sui valori della pace e della interdipendenza degli stati.
Occorre uscire dal clima di guerra fredda che è minaccia di guerra atomica per plocamare la “inevitabilità della vita”.
Non meno forte è la richiesta di una quotidiana politica interna: il sindaco –spiega La Pira – è “il capo e in un certo senso il padre ed il responsabile della comune famiglia cittadina”.
Vigorosa è pertanto, l’azione ordinaria di un tal sindaco, né si ferma la sua inventiva, anche se deve assumere decisioni che fanno scandalo: La Pira “sequestra” case e ville vuote per ospitarvi gli sfrattati; interviene presso gli imprenditori per evitare licenziamenti rovinosi, come nel caso del “Pignone” e di altre aziende; si fa, insomma, difensore, non a parole, della povera gente patrocinando interventi eccezionali, in sostanziale raccordo con le leggi, nello spirito della Costituzione.
Il “Sindaco della pace”, nel 1955, convoca un “Convegno dei sindaci delle capitali”: si ritrovano accanto i sindaci di New York, Mosca, Pechino, Parigi e delle altre capitali di fronte ad un tema-messaggio chiaro e impegnativo: “ le città come continuità storica e patrimonio comune – religioso, culturale, sociale, economico – di tutti i popoli della terra: un patrimonio che le generazioni presenti hanno ricevuto in eredità dalle generazioni passate perché venga trasmesso non diminuito o dilapidato, ma accresciuto – alle generazioni future”.
Se ne ricava una imbattibile sociologia delle città : rivendicare al cospetto delle dirigenze politiche del mondo l’invulnerabilità delle città, piccole e grandi; considerare la guerra assurda e in contrasto con l’essere della città; non perdere mai di vista l’esistenza del “rapporto organico tra la città e la persona umana”.
Nei quattro “Colloqui mediterranei”, poi tra il 1958 e il 1964, pensatori e protagonisti di grane prestigio, tra i quali il poeta Lèopold L. Senghor, Presidente della Repubblica Senegalese, pongono al centro del progetto di pace la ricerca della giustizia sociale, i diritti vitali della persona, l’eliminazione radicale della mentalità colonialistica e servile.
Nell’ambito dei “Colloqui”, si registra anche la spinosa presa di coscienza della situazione nevrotica e senza pace del Medio Oriente tra Israele e Palatina.
Nel 1965, primo eletto tra i candidati al Consiglio Comunale, La Pira non accetta di esser confermato nella carica di Sindaco, non condividendo il basso livello (che definisce “comico”) delle trattative condotte dai partiti.
Dimesso l’abito di “primo cittadino”, si ritrova qual è, “cittadino del mondo”, in cammino tra Occidente e Oriente, per continuare ad ascoltare chi invoca la pace.
Si apre così il decennio più denso dei suoi “viaggi di pace”, anche come presidente della Federazione Mondiale delle Città Unite, con corrispondenze, visite, convegni, tavole rotonde Est-Ovest.
Sul finire del 1965, è all’apice il suo appassionato interessamento alla pace nel Vietnam, sino a viaggiare verso Hanoi e ad ottenere, la disponibilità del Presidente Ho Chin Minh a negoziare la soluzione del conflitto senza più porre la condizione preliminare delle truppe americane dal Vitnam.
Ma gli USA disattendono la mirabile – per loro ingenua - mediazione, e continuano per altri sette dolorosi anni di guerra e morte, sino al loro fallimento finale.
Nel 1968, l’onda mondiale della contestazione studentesca è raffigurata da La Pira come “migrazione di uccelli da un continente all’altro quando la stagione è mutata”.
Contro il diffuso allarmismo, egli riconosce la validità e la straordinaria intuizione giovanile mondiale nel pretendere coerenza dai responsabili politici, nell’auspicare “l’immaginazione al potere” come avvento di verità sociale, di giustizia di pace, nel respingere perciò la fame, la guerra, l’analfabetismo, il razzismo, il colonialismo.
Ancora nel 1976, nel clima di depressione che colpisce il paese, tra terrorismo e diffusa corruzione dei politici, Giorgio La Pira accetta la candidatura e torna alla Camera del Deputati, desiderando contribuire e rimettere in circolo i valori della libertà della liberazione e ridare forza applicativa ai “principi” personalistici della Costituzione.
Nell’anno successivo la sua salute declina e il 5 novembre 1977 muore.
A chiusura si può prendere come reliquia, una frase del discorso di Berlino, nel 1969, al Consiglio Mondiale della Pace “Abbattere ovunque i muri e costruire ovunque i ponti…questa è la sola inevitabile prospettiva politica dell’età spaziale e atomica”.
ALTRI LINK
Entra nel Sacco: Cineforum 2006
Torna alla Home Page