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Domenica 24 febbraio si è tenuto ad Afragola, presso la Mensa per i poveri della chiesa dei Sacri Cuori, un incontro per discutere dei problemi degli extacomunitari presenti sul territorio afragolese.
Quest’incontro organizzato dalla Chiesa dei Sacri Cuori, dalla Commissione Giustizia e Pace (JPV) dell’Ordine Francescano Secolare e dall’Associazione Insieme ha visto la partecipazione dell’Imam di Napoli Abdullah Cozzolino e di un centinaio di extracomunitari che hanno esposto i propri problemi.
I problemi emersi hanno riguardati soprattutto la situazione di sfruttamento sul luogo di lavoro, dove un uomo di colore guadagna la metà un bianco impiegato nelle stesse mansioni, e il problema della casa, molto spesso infatti i padroni di casa affittano, anche a prezzi alti, case in condizioni igienico sanitarie pessime.
Altri problemi emersi dal dibattito sono stati quelli relativi alla sanità e ai permessi di soggiorno, particolarmente toccante la testimonianza di alcuni extracomunitari che hanno raccontato di essere stati aggrediti varie volte con sputi e violenze da ragazzi dileguatisi poi a bordi di motorini.
Interessante è apparsa la proposta del presidente della Commissione JPV Carlo Caccavale di riunire le associazioni presenti e quelle di extracomunitari in una “Consulta dei Popoli” che interagisca con le istituzioni le imprese, il sindacato per consentire a questi nuovi cittadini di Afragola una vita dignitosa nella nostra città.
Il  vescovo francescano Mons Cappio sciopera contro il progetto di spostare il fiume S. Francisco

SCIOPERO DELLA FAME

Cari Fratelli e Sorelle, Pace e bene! Vi scriviamo per informarvi dello sciopero della fame che il Vescovo francescano Mons. Luiz Cappio sta facendo in Brasile. Ad oggi, il Vescovo è al suo quattordicesimo giorno di sciopero, per chiedere al Governo brasiliano di non realizzare il progetto di deviazione del corso del fiume San Francisco, che è il secondo del Paese per grandezza, nel Nord-Est del Brasile. È la seconda volta che il Vescovo sciopera per questo motivo. La prima volta Mons. Luiz interruppe il digiuno quando Lula, il Presidente del Brasile, sospendendo il progetto, aveva accettato di discuterne la futura realizzazione. Mons. Luiz sostiene, ora, che il Governo non ha rispettato l’ accordo e ha deciso di riprendere il digiuno, finché il Governo non toglierà le truppe dalla regione e accetterà di interrompere il progetto. Il Vescovo e i suoi sostenitori ritengono che il progetto del Governo sia troppo costoso e che non ne beneficerà la popolazione che ha più bisogno d’ aiuto. Il Governo dichiara che 12 milioni di persone in quattro Stati trarranno vantaggi da questo progetto, che costerà ben più di 2 miliardi di dollari americani. Il progetto alternativo, sostenuto dal Vescovo e preparato da un’altra agenzia governativa brasiliana, costerebbe la metà dei soldi e ne potrebbero beneficiare 44 milioni di persone in dieci Stati. Il Vescovo denuncia anche che nel progetto del Governo vi sono state delle irregolarità nell’assegnazione dei contratti, uno studio sbagliato sull’ impatto ambientale, la mancanza di risarcimenti per le popolazioni coinvolte e che il progetto è contrario alle leggi ambientali brasiliane. Inoltre, l’ acqua del progetto sostenuto dal vescovo sarebbe per le popolazioni locali, quella del progetto governativo è destinata all’irrigazione delle monoculture per l’esportazione e, quindi, andrà a beneficio dei grandi proprietari terrieri. Rodrigo Peret, OFM, Presidente della Conferenza brasiliana di GPIC, che è rimasto con il Vescovo negli ultimi quattro giorni, fa sapere che il Vescovo è sereno e pronto a portare il suo sciopero della fame alle estreme conseguenze. Il motto del suo impegno è “Una vita per la vita”. Il suo gesto è certamente per tutti un invito a riflettere sul nostro impegno per il ben-essere del popolo di Dio e della sua creazione. Per avere maggiori informazioni su questo argomento, per sostenere il Vescovo o per lasciare dei commenti, si può vedere il sito http://www.umavidapelavida.com.br . Gran parte del sito è in lingua portoghese, ma si possono trovare anche parti in inglese e in tedesco. I Frati in Brasile chiedono anche lettere di sostegno, che possono essere inviate in qualsiasi lingua; potete spedirle agli indirizzi governativi, incluso quello del Presidente Lula, che trovate qui di seguito:
presidencia@planalto.gov.br, gabinete@planalto.gov.br, protocolo@planalto.gov.br, pedro.sanguinetti@integracao.gov.br, marina.silva@mma.gov.br,ellengracie@stf.gov.br, mgilmar@stf.gov.br, mcelso@stf.gov.br, marcoaurelio@stf.gov.br, mluciam@stf.gov.br, gcarlosbritto@stf.gov.br, gabminjoaquim@stf.gov.br , gaberosgrau@stf.gov.br, gabinete-lewandowski@stf.gov.br, anavt@stf.gov.br, alexandrew@stf.gov.br
10 dicembre 2007
Joe Rozansky, OFM
Vicente Felipe, OFM
Ufficio GPIC
Roma

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